
È il buio dell’inquietudine,
che mi spegne i pensieri.
Un giardino abbandonato non dà frutti.
Deambulo in equilibrio sul filo della Notte
cercando i passi perduti,
di una rotta mai esistita.
Sono preda, ma non so fuggire
e rimango impigliata nei grovigli emozionali,
con gli artigli affondati nella mia stessa carne.
Fuggire dagli spasmi della sofferenza,
sorridere nell’incontrarne altre…
sarà questo il perverso gioco circolare della vita?
