
La Luna incerta
risveglia scheletri,
ora curvi,
ora dritti.
Fantasmi smarriti.
La mia è confusione cercata,
nuovamente a me grida
la sua solitudine,
mostrando i giardini deserti
e la serpe annidata
sotto i fiori.

La Luna incerta
risveglia scheletri,
ora curvi,
ora dritti.
Fantasmi smarriti.
La mia è confusione cercata,
nuovamente a me grida
la sua solitudine,
mostrando i giardini deserti
e la serpe annidata
sotto i fiori.

Libero sì!
Da Chi? Dove?
Oscura la mia vista, la visione distorta di una realtà, non Vera.
Hanno ucciso.
Abbattuto.
Ma sempre Libero sì!
Indifferenza.
Non ha altri mezzi,
se non Se stesso;
La propria mente.
Indifferenza.

LA BELLE DE NUIT - LES TEMPS ALLÉS
Non siamo neanche 300 anime, ormai il mio paese è il mio rifugio, la mia dimora, la mia reggia, la mia stalla. Lo sguardo coglie le crepe del muro, gli anni hanno segnato le case e gli occhi della gente. Lo sguardo mi osserva e sorride: sofferenza senza voce, perchè sposata con la sua solitudine. Lei Donna, che nelle Notti della Sua Gioventù ha venduta la sua anima per Amore, Lei che nella Notte si sente invadere da una grande nostalgia per i bei tempi passati, quando il bicchiere non era esigenza, ma compagnia. Lei nella Notte era Regina, addita le fotografie dove la belleZZa è veramente riflessa, ma la forza degli anni, non l'hanno resa migliore, ma l'hanno portata ad essere una debole, una perdente. La notte lavorava, il giorno dormiva, sempre sottospora ha vissuto. Non ha voluto Lei il torbido velo che ormai la ricopre, non ha voluto Lei calpestare la sua Volontà, che rimane appesa al bicchiere che ormai, è il Suo unico compagno. La gente in questo paese è facile che si scordi di Te, non è neanche segnato sulle cartine, ma si divertono a ridere di Lei, quando goffamente arranca sulle scale, per raggiungere la mansarda, il nostro pianerottolo. Ha un buon Cuore, ma non sempre le riesce utilizzarlo. Le lacrime la fregano sempre, la imbrogliano, la umiliano. E il bicchiere lì, vicino, fedele compagno. Il suo bastone della vecchiaia dei suoi anni. Il suo dono settimanale è sempre una bottiglia di Porto, ma non di una marca qualunque, QUELL'ETICHETTA, nessun'altra. Come recarsi in chiesa tutte le domeniche, puntuale la bottiglia davanti alla porta, mi aspetta. È grigio intorno al suo Volto, ma il mio sguardo sente il suo Cuore, avverto l'aspra amarezza d'essere sola, sopita, solente. Non avere timore. Io ci sono. Con il mio sguardo che ti trova priva di tutto il peso, che giù conduce.

Cammino in equilibrio
vana la mia mente,
fragile il mio corpo.
Spingo i miei passi.
LAGGIÙ.
Dove il sole muore.
Orme che segnano la mia via,
percorsa su altri mondi.
Un Lampo.
La certezza della verità sbagliata
che nasconde l'errato, Esatto.

Danzano i Venti tra la Sinfonia della Notte.
Dipingi i misteri tessendo le reti delle illusioni.
Comunque vada.
Qualunque cosa accada.
Tu, Cammina.
Una forte emozione, contrasta quella assopita.
Tu, cammina.
Non appoggiarti al rimpianto,
ma lasciati tranquillo all'attesa,
di un tempo con certezza diversa.

Scongiurare o magari amare?
Cosa c'è che tutto finisce, svilisce, avvilisce?
Io solo vi lascio un sogno e in esso
la verità innominabile che nessuna ragione,
o angolazione, potrà mai vedere.
E' assente
è dentro di me,
tutto ciò che non conta,
non si vede ma c'è.
"Si vede solo con il cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi".

Dal legno che arde le scintille sprizzano,
così anche le nostre vite,
di odio e amore si accendono
e svaniscono in un vortice di fumo,
negli Infiniti Universi.
Io so volare a occhi chiusi nel cielo,
nel polline di aurore e nei sogni inquieti,
nel trascorrere di un tempo effimero,
ma interminabile.
Io, irresistibilmente ne sono attratta.

La Felicità è il mio battito d'ali,
il mio Volo ripreso
Un Bicchiere di un bianco frizzante,
bevuto d'un fiato senza respiro
La barba folta di un Uomo Distinto,
Nobile nel Cuore,
accende il mio sguardo.
Momento unico
d'estasi onirica
quando tutto si blocca
e intravvedi uno strappo nel tempo
che ti regala un secondo di vita.

Assopita al mattino la mente.
Questo risveglio strappa la foglia che trema nei sogni
che traversano tessuti di desideri e menzogne.
Punta d'ago che segue il suo percorso
Inquieta. Dritta. Si curva.
Ma resta nei sogni.
Non mollare il sogno.
Cade la foglia,
che pur si smarrisca,
che pur si snodi in doppio filo,
ma che pur trattenga il suo tremore.


Cessa, Ti prego, questo caos,
contemplato dal mio inutile dolore.
Cessa il tuo gioco di parole AciDe
per ridurmi in polvere insensibile.
Raccolgo i miei sogni
come fiori di carta sgualciti e impolverati.
Io non voglio sapere più, non m'importa di capire
se il sogno che mi resta
è un fiore o un coriandolo di carta.
Così le nostre vite
in un lampo di odio & amore
si accendono e svaniscono
in un vortice scintillante.
Io so che Tu ci Sei.
Esisti.
Oltre lo spazio e il tempo.
In un viaggio.
Ma ora è venuta l'ora di tornare
e gira la mia valigia,
come la mia vita,
trascinata da un nastro inarrestabile
